logo siti e social
5, Mag 2019
ALLA SCOPERTA DEI DIGITAL MARKETING TRENDS

Digital Marketing Trends, ecco cosa sono

Quali sono i Digital Marketing Trends? Se fino a qualche tempo fa l’Intelligenza Artificiale faceva per lo più parte di film di fantascienza, oggi è sempre più utilizzata per operazioni più o meno complesse e da qualche anno si parla addirittura di sostituire le macchine alle risorse umane.

L’esempio più semplice è quello dei Chat Bot, una tecnologia che si sta espandendo a macchia d’olio dai business più semplici alle Compagnie più evolute. Le aziende che si evolveranno per prime potranno risparmiare sui costi, accelerare la crescita e ottenere un vantaggio enorme sui loro concorrenti. Search Engine Optimization (SEO), social media e content marketing sono all’ordine del giorno per qualsiasi business ma per ambire al successo, meglio sapere quali sono i Digital Marketing Trends su cui puntare la comunicazione del proprio brand.

Content Marketing

Alla base di tutte le strategie aziendali non si può prescindere dal Content Marketing per qualsiasi campagna di comunicazione e advertising. Il Content Marketing è fondamentale per costruire l’autorevolezza e l’unicità di un Brand, attraverso contenuti di valore che siano originali e di utilità per il target di riferimento. Sui motori di ricerca l’utente si aspetta di trovare risposte e ispirazioni, suggerimenti e spunti creativi e sta proprio al marketing saper guidare le scelte con dei contenuti coinvolgenti e accattivanti ma soprattutto esaustivi per chi cerca informazioni sempre più dettagliate.

Brand Storytelling

Condividere i momenti della giornata sui social network con foto e video è diventata una routine per privati, influencer e aziende. Dal primo lancio di Snapchat sono molti i canali su cui è possibile pubblicare delle Story, come Facebook o Instagram e da poco anche YouTube con i “Reels”. Rapide, multimediali e immediate nel comunicare informazioni ed emozioni, le Story sono uno strumento molto potente nelle mani dei brand per fidelizzare i propri utenti e renderli partecipi a retroscena o grandi eventi. Puntando sul Brand Storytelling le possibilità sono davvero inesauribili e le aziende sono chiamate a includere nella loro strategia di marketing digitale questo genere di contenuti, utilizzandoli in modo creativo per valorizzare i dipendenti, i servizi e i prodotti offerti. 

Video Marketing

I social network e internet in generale, hanno velocizzato i tempi di visualizzazione e interazione con i messaggi commerciali. Se lo scorso anno è stato il boom dei video in diretta, quest’anno il formato è sempre più in voga per la diffusione dei contenuti e dell’advertising online. Che si tratti di unboxing per il lancio di nuovi prodotti, interviste al team o semplicemente dei “making of”, i video registrano un engagement di gran lunga superiore rispetto alle immagini e se sono in diretta raggiungono ancora più persone attraverso visualizzazioni e commenti. Proprio per questo un trend molto interessante è la Video SEO che consiste nell’inserire le giuste keyword nel titolo e nella descrizione del video con i giusti tag e hashtag per indicizzare i contenuti nella SERP degli utenti web e farli apparire tra i primi risultati sui motori di ricerca. Proprio per l’advertising, si stanno sviluppando potenti software per il riconoscimento visivo dei marchi che appaiono nel video, una sorta di scansione che consente alle aziende di sapere sempre se e quanto sono presenti sullo schermo.

Ricerca Visiva

Già da qualche anno Google in primis offre la possibilità di fare una ricerca in base all’immagine caricata. Un ottimo modo per sapere dove si trova un monumento, dove è stata usata l’immagine o ad esempio per trovare formati più grandi e nitidi di una foto in bassa risoluzione. La Visual Search si sta sempre più affermando e cambierà l’esperienza dell’utente con uno strumento ancora più efficace basato anche sulla parte testuale inserita nelle immagini. Google Lens ad esempio identifica testo come numeri di telefono, informazioni di contatto, oggetti e articoli in vendita presso negozi online, codici a barre, libri, film e album musicali oppure luoghi specifici come città, esercizi commerciali o punti di interesse di rilevanza cultura. Uno strumento potentissimo per il marketing che può portare nuovi clienti e brand awareness. Anche Pinterest ha puntato su una strategia di ricerca visiva ambiziosa basata strumenti come ‘Shop the Look’ e ‘Lens’ che consentono di scattare una foto di un oggetto per scoprire dove acquistarlo online, cercare prodotti simili o vedere le bacheche di articoli correlati.

Ricerca Vocale

Tra Siri di Apple e Alexa di Google, sembra che finché ci sarà tecnologia non saremo mai soli. Il crescente uso della ricerca vocale ha reso importante per le aziende ripensare alle loro strategie di marketing digitale e ci si aspetta che entro il vicinissimo 2020, il 50% di tutte le ricerche riguarderà proprio quella vocale. In America gli Smart Speaker intelligenti sono entrati nella vita quotidiana e la maggior parte di chi li utilizza non può più farne a meno. Molti Brand hanno già incluso la ricerca vocale nelle loro strategie di marketing digitale per fornire ai loro clienti risposte più efficaci ma si tratta di un nuovo mondo da esplorare e sono tantissime le modalità con cui l’Alexa o la Siri di turno potrebbero consigliare di acquistare il tale prodotto o andare in tale posto tramite la vendita di uno spazio pubblicitario vocale per gli Smart speaker di casa. Anche qui la SEO gioca un ruolo fondamentale e deve puntare su un linguaggio semplice e diretto con frasi brevi, liste puntate, dati strutturati e keyword in ogni dove. 

Micro-Moments

Avere internet sempre a portata di mano ci ha abituato ad avere sempre delle risposte immediate. Quel posto che abbiamo sulla punta della lingua, quel cartone animato che vedevamo da bambini o quella canzone che non ci ricordiamo come inizia… tutto questo dà vita ai cosiddetti Micro-Moments, degli istanti nell’arco della giornata in cui si manifesta una necessità, un bisogno o una curiosità che vengono soddisfatti tramite una consultazione online. I micro momenti danno alle persone l’informazione che vogliono nel momento stesso in cui la chiedono e per le imprese questo è un nuovo terreno da conquistare. Come? Molti Brand hanno già integrato le ricerche vocali ma in primis bisogna essere presenti su qualsiasi canale su cui vengono svolte delle ricerche immediate come Google, Amazon, YouTube e tutti gli altri motori di ricerca.

Nell’era del Machine Learning

Intelligenza artificiale, Chat Bot e Marketing Automation sono alla base dell’evoluzione della tecnologia che avrà un grande impatto non solo sul mondo del lavoro ma anche su quello del marketing, ovviamente. L’intelligenza artificiale può analizzare il comportamento dei consumatori e i modelli di ricerca, utilizzando i dati raccolti da piattaforme social e blog per aiutare le aziende a capire come gli utenti trovano i loro prodotti e servizi. Dopo una serie di studi comportamentali prima durante e dopo l’acquisto, è ormai possibile definire degli algoritmi in grado di dare risposte efficaci a quello che stiamo cercando. Chatbot e marketing automation continueranno ad essere parte integrante del marketing digitale, fondamentale per migliorare la customer experience, creando relazioni personalizzate e ottimizzando i tempi di risposta con evidenti benefici in termini di affidabilità e fidelizzazione degli utenti.

Articolo tratto da www.uomoemanager.it

logo siti e social
3, Mag 2019
I 7 ‘peccati capitali’ che non fanno bene al digital marketing

Esistono molti termini nati nel mondo del Digital Marketing e poi entrati a far parte di un linguaggio quasi quotidiano. Purtroppo, però, alcuni di questi vengono spesso confusi, finendo per definire qualcosa che nella realtà dei fatti si rivela essere ben altro. Questi “falsi amici” del digital marketing si trovano più spesso di quanto si possa immaginare e – proprio come accade con le lingue straniere – sono fuorvianti nell’associazione tra parola e idea. Ecco gli errori più comuni che vengono fatti parlando di strumenti relativi al mondo digital.

1. DEM & Newsletter. Per quanto entrambi i termini si riferiscono all’invio di e-mail, ci sono delle differenze sostanziali tra i due servizi. Nelle DEM – Direct Email Marketing – le comunicazioni sono di natura commerciale e spesso contengono Call to Action che fanno atterrare l’utente su una pagina dedicata ad un’azione di acquisto o richiesta informazioni. La newsletter, invece, è uno strumento utile per ricevere comunicazioni, essere informati sulle ultime novità e ottenere sconti esclusivi. Dal punto di vista del marketing la newsletter è un ottimo modo per fidelizzare l’utente, perché chi la riceve ha già mostrato interesse verso il brand iscrivendosi volontariamente.

2. Spam & Scam. Forse nel settore digital sono i termini che spaventano di più. La parola “spam”, infatti, ha un’accezione prettamente negativa ed è il principale motivo per cui viene spesso associata allo “scam”. In parte questa fama è errata: lo spam, infatti, è l’invio indiscriminato della stessa email – spesso relativa a contenuto pubblicitario – a moltissimi indirizzi. Ma non ha nulla a che fare con le comunicazioni online inviate via mail con intenti fraudolenti: lo scam, infatti, è una vera e propria frode online per ingannare attraverso meccanismi di ingegneria sociale.

3. SEO & SEM. “Search Engine Optimization” e “Search Engine Marketing” rappresentano due sigle la cui differenza è sostanzialmente di natura economica! Infatti il SEO mira ad un posizionamento “organico”, ossia fa salire un sito nelle pagine di Google e dei principali motori di ricerca attraverso uno studio attento della struttura del codice e delle parole utilizzate nel sito. Il SEM, invece, opera acquistando le keywords e gli spazi pubblicitari attraverso campagne di sponsorizzazione mirate.

4. URL & Link. Anche queste due parole vengono spesso scambiate, nonostante indichino due cose molto diverse. L’URL – Uniform Resource Locator – è una sequenza di caratteri che identifica univocamente l’indirizzo di una risorsa in internet: un’immagine, un video o un sito web. Più semplicemente è ciò che digitiamo nel browser quando cerchiamo una pagina o un file. Il link, invece, è un collegamento ipertestuale, che lega una parola, un’immagine o una grafica ad una seconda risorsa allocata altrove, consentendo un rapido accesso a quest’ultima con un semplice click. Ragione per cui è possibile dire che un link è formato da un URL ma non è altrettanto vero il contrario!

5. Lead Generation & Lead Nurturing. Si tratta di due termini essenziali per il mercato del web marketing con parecchi punti in comune, ma che indicano due attività online ben distinte. Si descrive come lead generation quel processo di raccolta dati degli utenti, interessati ad un certo prodotto/servizio, tramite form presenti su landing page create ad hoc. Il lead nurturing è invece un passo seguente alla lead generation, in quanto descrive tutto il percorso successivo: l’obiettivo è quello di fidelizzare l’utente, creando un rapporto diretto, “nutrendo” il contatto attraverso una comunicazione che non ha direttamente a che fare con la vendita, ma che mira apparentemente alla brand awareness, con proposte di sconto, newsletter e strategie simili.

6. Design Responsive & Design Adaptive. Con l’avvento di tablet e smartphone, la fruizione di contenuti online ha cambiato formato e dimensioni. Per questo i siti, oggi, vengono costruiti sin da subito seguendo due principi del design: con un design responsive il sito si adatta alla dimensione dello schermo, rimanendo sempre leggibile; con un design adaptive vengono caricate diverse versioni dello stesso sito sul server, che riconosce da quale device arriva la richiesta e manda la versione dedicata, migliorando la user experience.

7. Social Media & Social Network. Questi due termini sono particolarmente confusi anche da chi lavora nel settore. I social media, in realtà, sono l’insieme di applicazioni basate sul web e costruite sui paradigmi tecnologici e ideologici del web 2.0, e che permettono lo scambio e la creazione di contenuti generati dagli utenti. Il social network, invece, descrive la relazione che si instaura tra persone appartenenti a una stessa rete di contatti e, sembra incredibile, è un termine che esiste ben prima dell’avvento di Facebook et similia.

logo siti e social
2, Mag 2019
Racconta il tuo brand con Instagram Stories e fidelizza la tua community

In che modo hai deciso di raccontare il brand con Instagram Stories? Questa è una decisione importante perché rappresenta la base di partenza per la tua attività di visual storytelling. Non puoi ignorare il passaggio che ti sto indicando: la narrazione del tuo brand è centrale in questo caso.

Perché dico ciò? Semplice, le storie di Instagram da un lato rappresentano uno dei canali più efficaci della comunicazione social. Dall’altro non hanno grande rilevanza in termini di aumento visite del sito, proprio come avviene con le foto che carichi sul profilo ufficiale. Non puoi mettere link cliccabili, quindi i contenuti possono e devono essere usati per raccontare i tuoi valori.

Perché usare questi canali di visual storytelling solo per fare spam di foto quando puoi avere la fortuna di affrontare l’argomento in termini di narrazione? Ecco qualche consiglio per raccontare il brand con Instagram Stories e raccogliere buoni risultati. Anche se non puoi mettere link.

Identifica un filo conduttore del racconto

Qual è lo snodo che caratterizza una storia? Io ho come riferimento il fil rouge, quell’elemento che si ritrova con costanza ogni singolo episodio della narrazione. Le pubblicazioni devono essere funzionali agli obiettivi di marketing: non puoi proporre semplici rivisitazioni.

Piuttosto crea dei visual specifici, magari con l’aiuto di Canva o dell’ottimo tool di Buffer per creare modelli su Instagram Stories. Ma alla base deve esserci una narrazione condivisa: identifica e promuovi i tuoi punti di forza, ma soprattutto i valori che da sempre caratterizzano il tuo brand.

Mettere in evidenza determinati contenuti

Vero, le storie di Instagram hanno un tempo limitato. Però puoi mettere in evidenza i punti salienti della tua narrazione. Se vuoi rendere sempre consultabili alcuni episodi del tuo storytelling hai la possibilità di aggiungere nell’header del profilo dei contenitori di post. Sono i contenuti in evidenza e sono perfetti per lasciare l’opzione ai tuoi follower di ricordare le tue narrazioni migliori.

Quali sono i post che devi mettere in evidenza? Molti usano questa funzione per generare una raccolta di pubblicazioni relative a prodotti o servizi. Lavora sui valori del brand. Se vuoi usare le storie per attivare un lavoro di visual storytelling non ti accontentare di creare un catalogo.

Individua ritmo di pubblicazione costante

Uno dei dubbi tipici di chi vuole sfruttare le Instagram Stories: come comunicare? La natura stessa dello strumento porta a definire un ritmo di lavoro continuo, capace di gestire un flusso costante. Detto in altre parole, le storie hanno bisogno di contenuti per formare narrazione.

Quali sono le caratteristiche di questa struttura? Alcune informazioni utili le trovi in questo articolo di Buffer, come ad esempio l’importanza del primo frame. Se non cattura subito l’attenzione il rischio è che le persone lascino il contenuto. Quindi assicurati che l’attacco sia coinvolgente.

instagram stories

E non dimenticare che ogni passaggio è importante, per quanto possa essere lunga la storia c’è sempre la possibilità di recuperare l’interesse fino alla fine della sequenza che hai stabilito.

Come mostra il grafico, frutto di una ricerca basata su oltre 15.000 Instagram Stories, il tasso di uscita medio dalla storia diminuisce man mano che si procede verso la fine. Questo significa che puoi lavorare sull’interesse del pubblico proponendo dei cliffhanger. Vale a dire degli agganci capaci di cogliere la curiosità e portare a proseguire piuttosto che uscire.I cliffhanger – o finale sospeso – è un espediente narrativo che viene usato in contesti differenti, dal cinema alla letteratura, per mantenere alta l’attenzione. Può essere intesa come un’interruzione studiata in modo da lasciare all’utente il bisogno di continuare a fruire la storia anche dopo lo stacco. In questo modo si aumentano le probabilità di avere un pubblico costante e fidelizzato.

Manda contenuti specifici ai tuoi follower

Lo sai che esiste la possibilità di inviare post esclusivi agli amici più stretti? Seleziona gli utenti più fedeli e premiali con storie esclusive, magari contenenti coupon e codici sconto. Questa possibilità viene offerta in fase di condivisione del visual, cliccando su quell’icona verde con una stella.

Questa soluzione è molto interessante per rafforzare la fidelizzazione con una determinata platea che ha già mostrato un interesse particolare nei confronti del tuo lavoro. E dei tuoi contenuti.

Interazione con le persone che ti seguono

Raccontare il brand con Instagram Stories non vuol dire solo riversare contenuti sul pubblico, ma puoi tentare la strada dell’interazione. Anzi, questa è la soluzione ideale per ottenere buoni risultati. E fidelizzare chi ti segue per fare in modo che il tuo lavoro di brand awareness sia efficace.

instagram stories

Crea interazione con Instagram Stories.

Dove iniziare? Come migliorare il canale narrativo per affiatare il rapporto con l’audience? In primo luogo puoi sfruttare i sondaggi sulle storie di Instagram: queste possibilità ti consentono di far emergere una vera e propria relazione con il pubblico. Puoi fare delle domande e recuperare i dati di chi ha lasciato la propria opinione su questo social network in modo da avere notizie.

Ma non è solo questo il punto utile. Chiedere alle persone un contributo vuol dire dimostrare cura nei confronti di chi ti segue: i follower hanno bisogno di questo rapporto, cercano l’attenzione del brand e sono felici di creare una relazione stabile con chi comunica.

Raccontare il brand con Instagram Stories

Ti sembra impossibile? In realtà questa è una tendenza da prendere in esame e valutare con grande interesse: se vuoi usare al massimo gli strumenti del social media marketing devi iniziare a considerare non solo la possibilità di raggiungere il sito web e apprezzare i click come l’unico ROIa tua disposizione. Non è così, anche la consapevolezza del brand è un obiettivo raggiunto e le Instagram Stories possono aiutarti a raggiungerlo. Sei d’accordo?

P.S. Vuoi davvero imparare il web marketing?

Il web marketing è in continua evoluzione, resta sempre aggiornato! Offriamo video corsi di web marketing in abbonamento, per garantirti tutta la formazione di cui hai bisogno in un unico spazio, senza dover perdere giornate intere alla ricerca di fonti, corsi, novità e senza spendere un patrimonio in formazione. Avrai tutto ciò che ti serve per diventare un vero specialista.

Uno dei dubbi tipici di chi vuole sfruttare le Instagram Stories: come comunicare? La natura stessa dello strumento porta a definire un ritmo di lavoro continuo, capace di gestire un flusso costante. Detto in altre parole, le storie hanno bisogno di contenuti per formare narrazione.

Quali sono le caratteristiche di questa struttura? Alcune informazioni utili le trovi in questo articolo di Buffer, come ad esempio l’importanza del primo frame. Se non cattura subito l’attenzione il rischio è che le persone lascino il contenuto. Quindi assicurati che l’attacco sia coinvolgente.

articolo tratto da www.studiosamo.it

logo siti e social
30, Apr 2019
L’Abc del digital marketing in quindici termini

Oggi parliamo di digital marketing e senza troppi giri di parole abbiamo selezionato i 15 termini a nostro giudizio per una fruizione del tema del digital marketing. E cominciamo proprio da: il native advertising, facendoci aiutare, nello spirito dell’iniziativa, che è quello della maggiore chiarezza possibile, da Wikipedia.

Il native advertising, o pubblicità nativa, è una forma di advertising su web sotto forma di contenuto, che punta a generare interesse negli utenti assumendo l’aspetto dei contenuti del sito sul quale è ospitata. Una comunicazione che non altera l’esperienza dell’utente sia nell’aspetto che nel contenuto espresso.

La newsletter è uno strumento utile per ricevere comunicazioni, essere informati sulle novità, ottenere sconti. Dal punto di vista del marketing la newsletter è un ottimo modo per fidelizzare l’utente, perché chi la riceve ha già mostrato interesse verso il brand iscrivendosi volontariamente.

Le Dem, Direct Email Marketing, sono comunicazioni tramite posta elettronica di natura commerciale, che e spesso contengono le cosiddetyte Call to Action, ossia azioni generate da un click che fanno arrivare l’utente su una pagina dedicata a un’azione specifica, generalmente di richiesta di informazioni (tramite un form) o addirittura di acquisto di un bene o servizio.

Lo spam è l’invio indiscriminato della stessa email, spesso relativa a contenuto pubblicitario, a molti indirizzi. Non va confusa con lo scam, ossia le comunicazioni online inviate via mail, da sistemi automatizzati, con intenti fraudolenti, vera e propria frode online per ingannare attraverso meccanismi di social engineering.

Il Seo, Search Engine Optimization, è una tecnica che mira a realizzare il posizionamento “organico” di un contenuto su web, ossia fa “salire” un sito nelle pagine di ricerca Google e degli altri motori di ricerca attraverso uno studio della struttura del codice e delle parole utilizzate nel sito.

Il Sem, Search Engine Marketing, invece, è una tecnica che di marketing le keyword e gli spazi pubblicitari attraverso campagne di sponsorizzazione mirate.

L’Url, Uniform Resource Locator, è una sequenza di caratteri che identifica univocamente l’indirizzo di una risorsa in internet: un’immagine, un video o un sito web. Più semplicemente è ciò che digitiamo nel browser quando cerchiamo una pagina o un file.

Il link, invece, è un collegamento ipertestuale, che lega una parola, un’immagine o una grafica ad una seconda risorsa allocata altrove, consentendo un rapido accesso a quest’ultima con un semplice click. Ragione per cui, secondo Sternativo, è possibile dire che un link è formato da un URL ma non è vero il contrario.

Passiamo a due termini essenziali per il mercato del web marketing con parecchi punti in comune, ma che indicano due attività online ben distinte.

Si descrive come lead generation quel processo di raccolta dati degli utenti, interessati ad un certo prodotto/servizio, tramite form presenti su landing page create ad hoc.

E con landing page, si intente è una pagina web specificamente strutturata che il visitatore raggiunge dopo aver cliccato un link fornito con una Dem, o una pubblicità.

Il lead nurturing è il passo seguente alla lead generation, in quanto descrive il percorso successivo: l’obiettivo è di fidelizzare l’utente, creando un rapporto diretto, ossia “nutrendo” il contatto (da qui nurturing) attraverso una comunicazione che non ha direttamente a che fare con la vendita, ma che mira apparentemente alla cosiddetta brand awareness, la conoscenza del marchio, spesso proponendo sconti o contenuti.

Esistono poi due termini che descrivono la fruizione di contenuti online, che ormai avviene sempre più da dispositivi mobile.

Il design responsive indica che un sito web si adatta alla dimensione dello schermo, rimanendo sempre leggibile.

Il design adaptive prevede che vengano caricate diverse versioni dello stesso sito su un server, che riconosce da quale dispositivo arriva la richiesta e gli manda la versione dedicata. Si adotta questa tecnica pert migliorare la user experience.

Infine, i social. I social media sono l’insieme di applicazioni basate sul web e costruite sui paradigmi 2.0 e che permettono lo scambio e la creazione di contenuti generati dagli utenti.

Il termine social network, invece, descrive la relazione che si instaura tra persone appartenenti a una stessa rete di contatti. Al riguardo Sternativo sottolinea come sia un termine che esiste ben prima dell’avvento di Facebook.

logo siti e social
29, Apr 2019
5 tattiche (e 3 consigli) per investire in modo corretto su Facebook

I clienti pensano che creare una strategia di comunicazione su Facebook non comporti un vero e proprio investimento, spesso assegnano questo ruolo a chi in azienda è stato assunto per un’altra carica, senza rendersi conto dell’impegno che esso comporta in termini di tempo, professionalità e denaro.

Investire su Facebook non significa solo quantificare una cifra per l’advertising ma impiegare del denaro nell’assunzione di una risorsa specializzata, per analizzare, studiare e creare dei contenuti ideali a coinvolgere il pubblico di riferimento e migliorare il posizionamento di marca online.

Ascolto, analisi, definizione di un piano d’azione, misurazione dei risultati: per realizzare una strategia di comunicazione vincente su Facebook abbiamo bisogno di tempo, metodo, studio e dedizione, soprattutto se partiamo da zero.

Quindi, se sei pronto a commettere errori, imparare, migliorare e allenare la mente, ecco cinque possibili tattiche da seguire.

Le tattiche giuste dall’eCommerce al no-profit

  1. Hai un eCommerce e vuoi comunicare il tuo marchio attraverso Facebook? Inserisci i tuoi prodotti o servizi in vetrina e programma il catalogo.  La prima ti permetterà di taggare i prodotti sia su Facebook che su Instagram, il secondo ti darà la possibilità di attivare delle campagne di remarketing.
  2. Hai un brand e più punti vendita (magari in franchising) sparsi in una determinata area? Richiedi l’attivazione di Facebook Location. In questo modo la pagina madre sarà quella del marchio, le pagine località dedicate una ad ogni negozio con proprie informazioni dettagliate e un piano editoriale unico o differente a seconda della scelta comunicativa. In questo modo potrai realizzare delle campagne pubblicitarie di traffico nel punto vendita.
  3. Per fidelizzare e fare up-selling, apri un gruppo Facebooklegato alla tua pagina commerciale. Ricorda di impostare correttamente la privacy del gruppo (chiuso o segreto) in modo tale da garantire esclusività d’accesso a coloro che già sono entrati in contatto almeno una volta con l’azienda.
  4. Potrai sfruttare questa strategia anche per le pagine di community no-profit o associazioni culturali. In questo caso il gruppo sarà aperto, tutti potranno iscriversi (soci o non ancora soci a seconda della strategia) rispondendo a delle semplici domande d’accesso che ti permetteranno di acquisire qualche informazione in più sull’utente in questione e iniziare a creare database di contatti.
  5. L’azienda è una multinazionale che opera e ha sedi in tutto il mondo? Apri delle pagine global dedicate una ad ogni continente/nazione a seconda della lingua parlata. Nella maggior parte dei casi, la principale attività da poter svolgere è quella di customer care. Attraverso l’attivazione di un chatbot è possibile garantire assistenza ovunque e guidare l’utente verso la soluzione in tempi ragionevoli. Obbiettivo principale: migliorare la customer satisfaction.

Articolo tratto www.ninjamarketing.it

Per eventuali consulenza in materia scrivere a [email protected]

logo siti e social
27, Apr 2019
L’ascesa di TikTok: perché non dovresti ignorare quest’app?

Mai perdere di vista i trend in crescita nel settore social media marketing, chi lavora in questo campo deve a tutti i costi lavorare su due fronti: migliorare ciò che conosce per ottimizzare i risultati e valutare nuovi scenari. Come, ad esempio, TikTok. Non ne hai sentito parlare? Strano!

Forse non rientra nei tuoi interessi ma tra gli utenti della Generazione Z è sicuramente una delle realtà più diffuse. E dovresti approfondire anche tu questo tema se vuoi essere allineato con le moderne tendenze del social media marketing. Ti ho incuriosito? Perfetto, ecco un’app che non devi perdere di vista se lavori con visual storytelling e video content marketing.

Cos’è, cosa fa e a cosa serve TikTok

Andiamo subito al sodo con una definizione di questa realtà: TikTok è un’app, legata a un social network cinese, per creare e condividere video di 15 secondi. Le clip che puoi confezionare sono un mix di visual, musica, effetti audio e adesivi disponibili gratuitamente. Come funziona?

Il meccanismo è simile a quello di tanti progetti – Instagram, Vine, Snapchat – e il formato è verticale. Vale a dire perfetto per un uso esclusivamente mobile, come è giusto che sia.

Hai a disposizione un’ampia scelta di filtri per modificare i video e lavorare su un parametro che accomuna tutte le piattaforme simili: l’engagement. Vale a dire il coinvolgimento dei follower che possono seguire i vari account iscritti al servizio. Puoi iniziare su www.tiktok.com

Diffusione virale di quest’applicazione

Oggi stiamo parlando di TikTok soprattutto perché si registra una grande evoluzione dell’app in questione. I motivi che si nascondono dietro il suo successo? Rapidità, immediatezza.

Ma anche facilità d’uso: ti iscrivi e usi gli strumenti che oggi funzionano per la comunicazione online. Sto parlando di quel mix di testo, audio e video che viene sviscerato dallo stream di una qualsiasi piattaforma che si adatti allo schermo di uno smartphone. I dati parlano chiaro.

Stiamo parlando della terza app più scaricata. Secondo Sensor Tower, nel dicembre 2018 l’app ha raggiunto 75 milioni di nuovi utenti in tutto il mondo grazie al download su App Store e Google Play, con una crescita molto interessante rispetto ai 20 milioni di dicembre 2017.

E chiunque si occupi seriamente di SMM non può ignorare queste percentuali. Soprattutto se vengono arricchite con i dati presi dalla ricerca che cerca di rispondere a un’altra domanda.

Gli utenti TikTok: oltre gli adolescenti

Chi sono gli appassionati di quest’applicazione? È un dubbio sacrosanto per chi deve investire tempo e risorse in una strategia di web marketing che contempli anche TikTok. Allora, le indicazioni di en.lab.appa.pe sono molto interessanti, ecco un estratto grafico da valutare.

Gli utenti iscritti a TikTok sono principalmente di genere maschile: rappresentano il 56% della base che ha scaricato l’app. La fascia d’età più diffusa è quella degli adolescenti, i teenager (21%), seguiti dai ragazzi di vent’anni (14%). Uno scenario tutto sommato ipotizzabile, ma c’è una sorpresa: i quarantenni rappresentano una fetta interessante degli iscritti con un sonoro 10%.

Ma cosa fanno queste persone su TikTok? Intrattenimento costante, se non altro perché i dati della ricerca appena citata parlano di una presenza quasi spasmodica sull’app che viene attivata, in media, 43 volte al giorno. Calcola che su Twitter si parla di un valore pari a 16…

I marketer dovrebbero valutare TikTok?

Ogni canale è una mini-TV social dove vengono pubblicati video che raccontano gli interessi di una persona: non si legge, non c’è bisogno di seguire un filo logico. TikTok è solo leisure, la nuova app del flaneur contemporaneo che passeggia annoiato tre le strade della metropoli digitale alla ricerca di quell’evento capace di attirare la sua attenzione in un modo sempre uguale.

In questo contesto possono inserirsi le aziende, i brand. Con metodi e strategie differenti. Proprio come fa McDonald’s Malesia che ha aperto una sfida, caratteristica chiave della piattaforma.

Scarichi l’app e inizia a registrare video ballando e cantando su brani Big Mac. Funziona? Ed è adatto a tutti? Ancora presto per dirlo, ma stiamo iniziando a raccogliere i primi case studi di visual storytelling su TikTok. E non dovresti ignorare le occasioni offerte da questo mezzo.

Da leggere: Snapchat e le potenzialità per il tuo brand

Hai già iniziato a usare quest’app visual?

So già cosa stai pensando: non hai tempo per occuparti anche di TikTok. Devi pianificare le campagne di Facebook Advertising, aggiornare il blog aziendale, definire il calendario editoriale di Instagram, cercare di capire se c’è ancora spazio per Pinterest e Snapchat nella tua attività di visual marketing. Ma un consiglio voglio dartelo: prendi in considerazione il trend positivo.

C’è la possibilità di cavalcare l’interesse per un canale nuovo, non ignorare la forza che ha un’applicazione del genere per raggiungere il tuo target. Sei d’accordo con la mia idea?

P.S. Vuoi davvero imparare il web marketing?

Il web marketing è in continua evoluzione, resta sempre aggiornato! Offriamo video corsi di web marketing in abbonamento, per garantirti tutta la formazione di cui hai bisogno in un unico spazio, senza dover perdere giornate intere alla ricerca di fonti, corsi, novità e senza spendere un patrimonio in formazione. Avrai tutto ciò che ti serve per diventare un vero specialista.

Per eventuali consulenze in materia scrivete a [email protected]