28, Apr 2022
TikTok potrebbe essere utile al tuo business?

Nel 2018 Musica.ly, la piattaforma per condividere video brevi a tema musicale, fu comprata dal colosso tecnologico cinese Bytedance e assorbita dalla nuova applicazione lanciata da quest’ultimo, ovvero TikTok. 

È cominciato tutto da una piattaforma social network dove gli utenti potevano condividere brevissime clip seguendo i trend musicali del momento, tra balletti e playback. Oggi, TikTok è diventato un vero e proprio hub creativo, con contenuti variegatissimi. 

Dopo la fusione, il bacino di utenza di TikTok è infatti cresciuto dell’800%, arrivando a raccogliere sotto di sé oltre un miliardo di utenti globali tra utenti e aziende che utilizzano la piattaforma per raggiungere i potenziali clienti Millennial e Gen Z.

In questo articolo, vedremo quali sono le ultime novità in ambito TikTok, e se il marketing su questa piattaforma fa davvero per te. 

Dovresti investire su una strategia Social Network su TikTok? 

Dall’inizio della sua crescita esponenziale nel 2020, TikTok è diventato uno strumento per il social media marketing piuttosto diffuso tra i brand, specialmente quelli che si rivolgono ai più giovani. Con la crescita del bacino di utenza, si è infatti assistito a una crescita del numero di spot pubblicitari, dal 19% nel 2020 fino al 37% nel 2021. 

Un rapporto di Kantar ha rivelato che TikTok si è piazzata al primo posto nella classifica delle piattaforme pubblicitarie con più ROI, superando Amazon, Instagram, Google e Twitter, detenendo questa posizione per due anni consecutivi. 

A scapito di queste statistiche, tuttavia, alcuni professionisti sono ancora scettici sull’utilizzo di TikTok per le loro campagne pubblicitarie. Secondo un recente studio, tantissimi marketer vedono la piattaforma come uno strumento ad alto potenziale innovativo, ma ancora incredibilmente volatile. 

Come tale, in molti preferiscono continuare a utilizzare piattaforme già sperimentate come Facebook, YouTube e Instagram. Dalla prospettiva del consumatore, su TikTok viene ricercato molto di più il contenuto genuino rispetto alle promozioni. 

Secondo uno studio di Nielsen nel 2020 – condotto tramite sondaggi agli utenti di TikTok – il 59% degli intervistati a dichiarato di utilizzare TikTok principalmente per il sentimento di community percepito rispetto alle altre piattaforme. Il che porta l’85% degli utenti a sentirsi attratto da nuovi contenuti ricondivisi sull’app. 

Il risultato è che la promozione su TikTok tende ad avere un’attitudine più informale e creativa piuttosto che commerciale. Il 68% degli utenti TikTok trova infatti che le pubblicità sulla piattaforma siano infatti molto diverse da quelle sugli altri Social Network. 

Quindi, sebbene TikTok sia un’ottima piattaforma con un bacino di utenza vastissimo, è bene ponderare se la pubblicità su questo social faccia davvero per te. Dovrai analizzare bene gli obiettivi e lo stile del tuo brand, e vedere se si allinea con le linee guida di TikTok. 

Nel caso in cui tu fossi ancora deciso a implementare una campagna pubblicitaria su TikTok, ecco le ultime novità che ti permetteranno di rimanere aggiornato e ottenere il massimo dei risultati! 

Le storie sui Social Network arrivano anche su TikTok

TikTok sta espandendo la sua offerta di contenuti: oggi, è possibile infatti pubblicare Stories, proprio come su Instagram. Già annunciata nell’estate del 2021, questa nuova funzionalità è stata però introdotta solo recentemente. 

Proprio come una Storia su Instagram, le storie su TikTok durano solo 24 ore prima di essere cancellate automaticamente, e possono essere viste sia visitando un profilo specifico che nella pagina dei Per Te. 

Come creator, potrai verificare il numero di persone che ha visto la storia, ma non chi l’ha vista. Tuttavia, potrai mettere like a una storia e lasciare un commento pubblicomentre su Instagram gli utenti possono solo rispondervi per messaggio privato. 

Per pubblicare una storia, selezione il bottone “Crea” al centro della barra di navigazione sull’app, per poi dirigerti alla modalità fotocamera che ti permetterà di girare un video sul momento o pubblicarne uno già creato. 

Le stories hanno le stesse funzionalità di personalizzazione, e ti permetteranno di rispondere ai commenti, utilizzare filtri e inserire tutte le modifiche possibili con un normale video su TikTok. 

Dai Social Network a casa tua: TikTok e le consegne a domicilio

TikTok si sta anche preparando a lanciare un nuovo servizio che renderà i video un mezzo per pubblicizzare prodotti mangerecci da ordinare direttamente a casa. Grazie alla partnership con Virtual Dining Concepts e Grubhub, TikTok aprirà le porte della propria “TikTok Kitchen”.

Per ora il servizio è attivo solo negli Stati Uniti, e permetterà agli utenti di ordinare consegne a domicilio direttamente dall’app e dai video che li sponsorizzano. Ad oggi, circa 300 località americane con 1000 ristoranti stanno già sfruttando il servizio, che se avrà successo verrà espanso presto anche ad altri paesi. 

L’idea nasce dal fenomeno attraverso il quale alcuni piatti sono diventati “virali” negli ultimi mesi, come ad esempio la pasta al forno con la feta, il burger vegano e le chip di pasta. Nel 2021 la ricetta del famoso piatto a base di feta è stata la più ricercata su Google dopo il successo su TikTok. 

Quindi, la TikTok Kitchen sarà un’ottima occasione per i ristoranti locali di cavalcare l’onda sulla popolare piattaforma cinese, e offrire il proprio personalissimo menù allineandolo a quello dei trend più popolari. 

Fondata nel 2018, la Virtual Dining Concepts gestisce diversi canali di consegne a domicilio da ristoranti virtuali con cui ha una partnership, collaborando anche con influencer piuttosto famosi come MrBeast, Guy Fieri, Steve Harvey, Mariah Carey, Tyga e molti altri. 

Il che ha attirato l’attenzione di diversi finanziatori, raccogliendo 20 milioni in un singolo anno per implementare nuove tecnologie e fornire un’esperienza sempre più soddisfacente e memorabile ai suoi utenti. Ecco perché TikTok ha deciso di unirsi al trend. 

La piattaforma cinese risulta notoriamente famosa anche per i suoi trend in ambito food, e ha contribuito alla popolarizzazione delle ricette in 30 secondi, che vengono ricondivise anche su altre piattaforme come Twitter, Instagram e Facebook. 

Quindi, non c’è da stupirsi che il colosso cinese abbia colto la palla al balzo e abbia studiato un metodo per dare ancora più rilevanza ai creators in ambito food e nel contempo collaborare con una fetta di mercato fin’ora sconosciuta, ovvero quella del food delivery. 

La tua pubblicità al sicuro su TikTok: il Social Network incrementa i sistemi di sicurezza

Un’altra novità in ambito TikTok è la partnership con Zefr per garantire una maggiore sicurezza ai brand che implementano campagne pubblicitarie sulla piattaforma. Il che significa che TikTok avrà un’arma in più per impedire ai contenuti ritenuti offensivi di monetizzare sulle campagne pubblicitarie. 

Utilizzando la dashboard di Zefr messa a disposizione da TikTok, potrai avere accesso alle insights in ambito di Alleanza Globale per l’Utilizzo Responsabile dei Nuovi Media, nello specifico controllare che le tue pubblicità non finiscano su categorie di contenuti ritenute a rischio. 

I marketer avranno quindi la certezza che le loro campagne pubblicitarie non vengano associate con contenuti sgradevoli

Questa soluzione fornirà ai pubblicitari uno strumento in più per garantire sicurezza alla reputazione del brand durante le campagne su TikTok. Grazie alle insights dedicate, coloro che investiranno in pubblicità su TikTok verranno rassicurati sul fatto che i loro contenuti verranno affiancati a contenuti organici appropriati, andando a proteggere la reputazione e mitigando i rischi derivanti dalla pubblicizzazione su contenuti offensivi” – Kevin Mayer, CEO di TikTok

La tecnologia di Zefr si basa su un’intelligenza artificiale avanzata che analizza nel dettaglio audio, testi e visuali fotogramma per fotogramma, insieme a un’ulteriore verifica da parte di professionisti per determinare se un contenuto è appropriato per la pubblicità o no. 

Questo tenendo in considerazione del fatto che alcuni trend e challenge su TikTok spesso si approcciano a un territorio pericoloso in termini di offensività e rischi per la salute. Grazie alle nuove tecnologie per assicurare la sicurezza dei brand che implementano campagne pubblicitarie, il rischio verrà notevolmente mitigato. 

Naturalmente le probabilità di successo non si avvicineranno al 100%, perché si tratta comunque di un sistema basato sull’intelligenza artificiale, e come tale potrebbe sbagliare. Ad esempio, una delle challenge più recenti, quella della “Milk Crate”, è cominciata come un trend innocente che però ha poi dato vita a comportamenti estremamente rischiosi e causato diversi incidenti. 

Tantissime altre challenge hanno visto una storia simile – ed è proprio per questo motivo che TikTok sta correndo ai ripari andando a stipulare più convenzioni possibili con agenzie di sicurezza come Zefr, che offrono sistemi all’avanguardia. 

Si prevede che in futuro, grazie alla sovvenzione di TikTok, il sistema Zefr vedrà implementate funzionalità aggiuntive sempre più performanti per prevenire catastrofi PR prima che succedano, o comunque in un tempo di reazione ragionevole. 

Si tratta di un passo avanti significativo, che dimostra la volontà di TikTok di raggiungere livelli di offerta in materia di campagne pubblicitarie sempre più simili a quelle di Instagram e Facebook. Ad oggi, il sistema è già disponibile in Italia! 

TikTok e le previsioni per il futuro sul popolare Social Network

TikTok è una piattaforma che ha visto una crescita esponenziale dal 2020 a oggi, e che non accenna a diminuire nel prossimo futuro. Si tratta di un colosso che ha superato in alcune metriche addirittura Facebook e Instagram. 

Tuttavia, le funzionalità della piattaforma appaiono ancora rudimentali rispetto a quelle offerte da piattaforme come Meta, ed è per questo motivo che TikTok sta cominciando a sperimentare nuove features atte a distinguersi dai suoi principali competitors e nel contempo continuando ad attrarre sempre più pubblico. 

Il successo di TikTok deriva dall’altissimo potenziale di condivisione offerto dal formato dei video brevi, e non c’è da stupirsi che anche Instagram, Facebook e YouTube abbiano implementato nuove funzionalità che permettono di sfruttarlo. 

Quindi, è quasi certo che TikTok non sia una meteora come altre piattaforme – ad esempio ClubHouse – e che il colosso cinese sia qui per restare. Se hai intenzione di investire su una strategia social, conviene che tu rimanga sempre aggiornato sulle ultime novità.

Realizzare siti internet e social media non è mai stato così facile

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    26, Apr 2019
    Influencer, istruzioni per l’uso: i possibili vantaggi per l’azienda

    Siamo nell’era del ‘Digital ergo sum’. Tutto passa dal Digitale. L’innovazione, l’Industria 4.0 e anche, per certi versi innanzitutto, la comunicazione. E questo mondo è il regno degli influencer, che da fenomeno glamour e di massa stanno diventando sempre più dei protagonisti anche nel campo degli affari: oggi la comunicazione attraverso gli influencer in ambito Business è già più che una realtà.

    L’obiettivo è trasformare i contatti online da estranei in amici, da amici in clienti, e poi in clienti fedeli. Non è semplice, ma se riesce, può essere molto vantaggioso, e remunerativo. Perché “qualunque sia il tipo del vostro Business o le dimensioni della vostra azienda, nell’epoca Digitale e dei Social, se qualcuno vuole capire chi siete e cosa fate, oppure cerca informazioni su di voi, lo farà su Internet. Noi stessi e il nostro Business siamo quello che su di noi si può trovare online”, rimarca Lino Garbellini nel suo libro Professione influencer (192 pagine, 17,60 euro, Tecniche Nuove).

    Certo, chi prende decisioni di Business difficilmente si fa condizionare da un Post su Instagram, ma divora invece statistiche e studi di settore, si informa continuamente, molto online, e soprattutto chiede pareri e valutazioni. Autorevoli. Per questo, argomentazioni approfondite, un forte rapporto di fiducia, dati e opinioni affidabili caratterizzano l’influenza sul Web e gli influencer, in ambito Business. E l’influencer nel b2b non è un Vip, ma qualcuno che si è fatto conoscere per la propria competenza professionale: consulenti, esperti Hi-tech, evangelist, imprenditori.

    Chi è l’influencer?

    Ma chi è, più in generale, un influencer? Colui che, attraverso la sua popolarità sui Social network, esercita un influsso sulle scelte del suo pubblico di lettori, i Follower (come riporta anche il dizionario Zingaretti nell’edizione 2018). Concetti e valori chiave, per ogni influencer che si rispetti, sono innanzitutto reputazione, credibilità, autorevolezza.

    La gestione delle Community online è sempre più importante e cruciale, e solo la costruzione di una strategia di Community Relations, o meglio ancora di Community Relationship Management, permette alle aziende e agli influencer stessi di valorizzare le loro relazioni. E di trasformarle in valore, nuovi progetti, contratti, vendite, fatturato. Molte aziende hanno bisogno di investire forti budget in comunicazione Social e in attività di ‘engagement‘, di coinvolgimento di clienti, potenziali clienti e altri interlocutori coinvolti nelle attività e negli affari. E l’influencer è sempre più spesso uno dei protagonisti di queste attività e strategie.

    “Gli influencer b2b sono persone di alta credibilità, hanno un seguito importante e strategico non per numero di Follower ma per la loro efficacia nel lavoro e nei fatti, i loro Post su Social e Blog vengono seguiti con attenzione e condivisi”, sottolinea Garbellini.

    Che spiega: “per quanto riguarda i contenuti, da veicolare e diffondere attraverso i canali digitali, è necessario un giusto compromesso in grado di attirare l’attenzione della platea di lettori e di essere da loro fruibile, ma occorre anche un livello maggiore di approfondimento rispetto ai classici contenuti Social”.

    Un modo per andare incontro a queste esigenze è ad esempio quello di utilizzare statistiche e infografiche, oppure brevi video per divulgare argomenti e documentarli con immagini, con l’illustrazione dei loro meccanismi, dati e percentuali.

    Instagram for Business, da tendenza a esigenza

    Se il mercato degli influencer su Instagram nel 2017 ha raggiunto il miliardo di dollari a livello mondiale, le previsioni in appena un biennio sono di una crescita di oltre il 100% per il 2019, con una stima di 2,3 miliardi di dollari come giro d’affari complessivo. Segno che la tendenza funziona, e da Trend si sta trasformando sempre più in una esigenza diffusa.

    La piattaforma di Instagram si adatta facilmente a diversi settori di Business, è facile e immediata nel suo utilizzo, e in genere la percezione che spesso ne hanno gli utenti è di una minore superficialità (in realtà tutta da dimostrare) dei suoi contenuti rispetto a Facebook. Come dire, un ‘ambiente’ del Web più adatto alla comunicazione aziendale e professionale.

    Novità ancora recente di Instagram, poi, è l’IGTv, canale online che consente di caricare video di durata fino a un’ora, una soluzione che in prospettiva potrebbe rivelarsi molto interessante per il Business e le aziende.

    Influencer marketing b2b

    L’influencer marketing b2b, l’attività di promozione e comunicazione rivolta al mondo dei professionisti, società e aziende, richiede sforzi maggiori rispetto a quello del mercato Consumer, soprattutto per quanto riguarda le strategie, innanzitutto perché si dedica a una platea specializzata e con solide basi per analizzare e valutare ciò che gli viene proposto.

    Ma l’influencer marketing b2b, se ben fatto e sviluppato nel corso del tempo, è in grado di dare importanti soddisfazioni. In questo campo, vengono utilizzati in prevalenza canali digitali come Twitter e LinkedIn, poco adatti alla comunicazione generica con i consumatori, ma ideali nel contesto delle imprese.

    Sia l’azienda stessa sia chi ci lavora possono essere considerati creatori di contenuti e ‘influenzatori’: dall’amministratore delegato all’impiegato, possono essere tutti interessati e coinvolti da questo punto di vista e da questa attività (una grande realtà di Business che ha già utilizzato i propri professionisti e dipendenti nell’influencer marketing è ad esempio Banca Intesa).

    Aziende e affari, il regno dei micro-influencer

    Nel mondo del Business to business e delle imprese, “a fare gli influencer non sono Vip e celebrità del grande pubblico, stile Chiara Ferragni o Belen Rodriguez, ma sono consulenti, esperti Hi-tech, imprenditori, manager”, rileva Garbellini. Sono i cosiddetti micro-influencer, vale a dire specialisti che si rivolgono a una platea non di massa, ma di altri professionisti e addetti ai lavori come loro: un pubblico quindi necessariamente più ristretto rispetto a quello delle Star dei Social, ma molto più focalizzato e specifico.

    Non solo vacanze e cucina, ma Business Blog

    Il fatto che l’azienda stessa possa essere ritenuta dall’audience Business una fonte autorevole, la spinge a una comunicazione e narrazione in cui Blog e Social possono diventare uno strumento centrale.
    Un Business Blog ha una funzione diversa da quella del sito Web aziendale: il sito è più statico, il Blog racconta l’azienda in maniera più dinamica e diretta, può contenere anche News su clienti e fornitori, e quelle sui nuovi prodotti. Questa piattaforma consente all’azienda un passo oltre la semplice presenza in Rete, è un Media che permette di accorciare le distanze con clienti, fornitori e partner. Il Blog è quindi essenziale per affrontare un mercato sempre più complesso e che si muove su Internet.

    Lavorare con i ‘creatori di contenuti’

    Perché può essere vantaggioso lavorare con gli influencer? Innanzitutto, per comunicare in maniera nuova, attuale e dinamica. Poi, per le aziende gli influencer posso essere un modo efficace per raggiungere il proprio mercato e i propri interlocutori dove si trovano più spesso, ovvero sul Web.

    Questi creatori di contenuti vedono e raccontano l’azienda da un’altra angolazione rispetto a quella interna e abituale, parlano con una ‘voce’ diversa da quella solita aziendale, in una modalità più personale, meno istituzionale e ingessata. È anche un modo per raggiungere un pubblico più ampio, o nuovi settori di mercato.

    Per trovare l’influencer adatto, una delle cose più importanti è capire i propri obiettivi, il tipo di marketing o di attività da sviluppare, la propria presenza in Rete e gli scopi da perseguire. Anche perché, in genere, il rapporto con gli influencer è a lungo termine, come quello con il proprio pubblico e mercato.

    Data Driven influencer

    Machine learning e Intelligenza artificiale stanno già condizionando, e lo faranno sempre di più in futuro, anche la comunicazione Digitale e le prospettive degli influencer. Il cosiddetto Data Driven influencer, ovvero scelte e strategie Web, Social e con creazione di contenuti dettate da algoritmi, sono la nuova frontiera da varcare e la nuova strada da percorrere: soprattutto nel mondo e nella comunicazione di Business, progetti, strategie, scelte e soluzioni sono e saranno condizionati dai dati e dall’Artificial intelligence in grado di usarli al meglio.

    Per tutti questi motivi, in un panorama sempre più complesso, non c’è spazio per l’approssimazione, ma vince la strategia migliore.

    Articolo tratto da: www.innovationpost.it

    Per eventuali consulenze in materia scrivi a [email protected]

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    15, Apr 2019
    Dieci segreti per posizionare un brand online dove lo stanno aspettando i clienti

    Al giorno d’oggi il successo di un brand sul mercato è determinato non soltanto dal punto di vista della vendita di prodotti ai propri clienti, ma anche dal modo in cui tale brand viene percepito online. Il commercio contemporaneo, infatti, viaggia soprattutto sul Web. E non si tratta solamente di eCommerce, quanto piuttosto delle modalità con cui il sito web di un brand si posiziona all’interno del motore di ricerca principale, usato dai clienti per trovare riposte ai loro bisogni. Per chi non lo sapesse, il posizionamento online di un sito può essere determinato da una moltitudine di fattori, tra cui la qualità dei contenuti del sito stesso e l’utilizzo delle parole chiave in maniera coerente e ben organizzata. Per chiarire al meglio i concetti sinora esposti, ecco dieci segreti per posizionare un brand onlineesattamente dove lo stanno aspettando i clienti.

    1. LA RIORGANIZZAZIONE DEI CONTENUTI TESTUALI DEL SITO

    Il primo passo per migliorare il posizionamento del sito web di un brand è quello di riorganizzare al meglio la posizione dei contenuti del sito stesso. Perfezionare la collocazione degli articoli, dei contenuti testuali e di quelli multimediali, in maniera più coerente e organizzata, significa migliorare la navigazione per l’utente. Un primo elemento è avere pochissimi livelli di contenuti: è decisamente preferibile avere tutti i contenuti afferenti un’area del sito sullo stesso livello. Per far ciò, ovviamente, sarà indispensabile fare riferimento all’attività di uno specialista in grado di poter organizzare i contenuti del sito nella maniera più adatta per avere successo sui motori di ricerca.

    2. L’UTILIZZO RAGIONATO DELLE KEYWORD

    Dopo aver riorganizzato la posizione dei vari contenuti del sito, il passo successivo è quello di migliorare la collocazione delle keyword all’interno dell’intero sito. Ciò significa che è necessario inserire le cosiddette parole chiave in ogni contenuto testuale, in ogni paragrafo e nei titoli degli articoli, purché lo si faccia in maniera coerente e giustificata: abbondare con le keyword può diventare estremamente controproducente per il sito stesso, visto che gli algoritmi di Google sono in grado di riconoscere i siti che presentano una densità eccessiva di parole chiave al solo scopo di scalare il posizionamento delle pagine.

    3. LA SINERGIA DEL SITO DEL BRAND CON I SOCIAL

    Altro passaggio fondamentale per garantire la brand awareness online è dare la possibilità agli utenti di condividere i contenuti che trovano sul sito con ogni tipo social network, in modo da farli sentire protagonisti nell’atto della condivisione.

    Dare la possibilità di commentare, recensire e condividere è un ottimo modo per mettere gli utenti al centro e così coinvolgerli.

    4. LA SINERGIA DEL BRAND CON I PORTALI MULTIMEDIALI

    Oltre ai social media, un ruolo fondamentale è giocato dai portali multimediali, YouTube e Vimeo su tutti. I contenuti dei brand si stanno muovendo velocemente verso il video, meno persuasivo ma più immediato e meno dispendioso nella fruizione. Questo rende necessario ad esempio pubblicare filmati sia su YouTube, con la creazione di un canale, sia all’interno del proprio sito.

    Nella possibilità di condividere i contenuti video si ricalcano le aspettative descritte nel punto tre.

    5. LINKEDIN PER POSIZIONARE UN BRAND ONLINE.

    Non solo Facebook, Instagram e YouTube come portali in cui permettere la condivisione di informazioni legate al brand: nel B2B è fondamentale LinkedIn.
    Cresciuto in maniera esponenziale negli ultimi anni, LinkedIn è il luogo ideale per raggiungere potenziali clienti per il mercato B2B: il social in questione, infatti, è nato per consentire agli utenti iscritti di presentare il proprio personale curriculum lavorativo e si è sviluppato dando la possibilità di gestire un blog personale in ambito professionale

    Il social selling è una nuova interpretazione dell’uso LinkedIn votata alla creazione di relazioni di business partendo dagli strumenti offerti dal social. Sempre più spesso, quando si cerca qualcosa sui motori di ricerca appaiono tra i risultati articoli scritti da profili personali su LinkedIn: questo perché Googleindicizza gli articoli (ben) scritti sulla piattaforma, considerandoli come molto rilevanti.

    Creare collegamenti strategici tra il sito del brand e LinkedIn è un ottimo metodo per allargare ulteriormente il proprio bacino d’utenza, con la conseguenza di risalire le posizioni all’interno dei motori di ricerca e ottenere e aumentare la rilevanza. Anche in questo caso, per mettere in campo una strategia come quella descritta, è necessario l’operato di un professionista.

    6. LA RIORGANIZZAZIONE DELLA STRATEGIA DI VENDITA

    Un passo fondamentale per il miglioramento del posizionamento del sito nei motori di ricerca è quello di perfezionare le strategie di vendita attraverso le quali gli utenti potranno accedere ai prodotti messi in vendita sul portale del brand. Un sito con aree di vendita ben organizzate, con spazi informativi completi e approfonditi, garantirà risultati più soddisfacenti sia sul piano della vendita diretta che sul piano dell’aumento della visibilità, premiando il fatto che gli utenti accederanno al portale con maggiore facilità e con maggior frequenza.

    7. IL MIGLIORAMENTO DELLA FIDELIZZAZIONE DEI CLIENTI

    La fidelizzazione dei clienti, ossia il processo attraverso cui si costruisce una sorta di rapporto con il singolo utente, è un aspetto da non trascurare mai ai fini del posizionamento del portale di un brand.
    Poiché il posizionamento è legato anche al numero di accessi al sito, è di fondamentale importanza far sì che tali accessi aumentino invogliando i clienti a visitare il sito in maniera strategica. È per questo motivo che per aumentare la fidelizzazione del cliente verso il sito serve adottare una strategia apposita legata, ad esempio, alla creazione di aree del sito dedicate ai clienti secondo diverse classificazioni (con contenuti dedicati o con la possibilità di interagire con degli operatori attraverso una chat attiva 24 ore su 24, che permette loro di risolvere dubbi o attività ripetitive).

    8. L’ARRICCHIMENTO DEL SITO DEL BRAND SUL PIANO GRAFICO

    La qualità grafica del sito del brand è un fattore da non sottovalutare mai per posizionare un brand online. Arricchire il sito con contenuti grafici di qualità è un’operazione fondamentale, soprattutto in un’epoca in cui è data straordinaria importanza all’estetica digitale.

    La strategicità di questo aspetto passa dall’indicizzazione delle immagini a favore delle crescenti ricerche per immagini, con il conseguente aumento di accessi al sito e la risalita dal punto di vista del posizionamento nei motori di ricerca.

    9. IL MIGLIORAMENTO DELLA QUALITÀ DEI CONTENUTI TESTUALI

    Di pari passo con il miglioramento della qualità grafica del sito, anche i contenuti testuali andranno rivisitati attraverso un’operazione di copywriting studiata nel minimo dettaglio, affinché i contenuti formino e informino i lettori accreditando come esperto chi li produce. Gli articoli di blog e portali aziendali sono tra i fattori più rilevanti dal punto di vista del posizionamento sui motori di ricerca, per cui è bene affidarsi a professionisti del settore che possano garantire la realizzazione di contenuti persuasivi di ottima qualità sia sul piano della grammatica che della sintassi.

    10. L’APERTURA E IL MANTENIMENTO DI UN BLOG

    Infine, un passaggio altrettanto importante nella realizzazione di una strategia di miglioramento della posizione sui motori di ricerca riguarda l’apertura e il mantenimento di un blog nel sito stesso del brand. I blog sono tra gli strumenti più efficaci per convogliare il traffico di utenti all’interno di un portale aziendale, purché gli articoli pubblicati siano riferiti al settore in cui l’azienda stessa si trova a operare. I contenuti dovranno inoltre risultare sempre di qualità e in linea con gli interessi del pubblico a cui si rivolgono, per cui, ancora un volta, l’ideale è affidarsi ad uno specialista del settore.